Mar Rosso Egitto: le migliori mete per mare e coralli
21/08/2026
Tra le destinazioni balneari del bacino mediterraneo e del mar Rosso in Egitto occupa una posizione del tutto particolare: non si tratta di una costa omogenea, ma di una successione di ambienti marini profondamente diversi tra loro, separati da pochi chilometri di strada ma distanti anni luce per carattere, fauna subacquea e tipologia di fondale. Chi sceglie l'Egitto per immergersi o semplicemente per nuotare al di sopra di una barriera corallina si trova davanti a una scelta che richiede qualche conoscenza preliminare, perché ogni tratto di costa ha le proprie condizioni, le proprie stagioni ottimali e le proprie logiche di fruizione.
La barriera corallina del mar Rosso in Egitto è una delle più estese e meglio conservate dell'intero oceano Indiano allargato: si sviluppa lungo centinaia di chilometri dalla punta del Sinai fino ai confini con il Sudan, con densità di coralli vivi che in certi punti raggiungono livelli difficili da trovare altrove nel Mediterraneo o nel mar Rosso settentrionale. La pressione del turismo di massa, che ha colpito duramente alcune aree negli anni precedenti al 2026, ha imposto alle autorità egiziane una gestione più selettiva degli accessi, con zone protette che oggi mostrano segni evidenti di recupero rispetto ai periodi di sovraffollamento.
Orientarsi tra Sharm el-Sheikh, Hurghada, Marsa Alam e i porti meno conosciuti della costa meridionale richiede di capire cosa si sta cercando: la semplicità logistica di un resort con house reef accessibile dalla riva, la qualità di un sito da raggiungere in barca, la profondità di un'immersione tecnica su un relitto, oppure il contatto con specie pelagiche che si avvicinano solo in certi mesi dell'anno. Ciascuna di queste esigenze corrisponde a una zona geografica precisa, e confonderle significa trovarsi in un posto sbagliato per le proprie aspettative.
Le caratteristiche ambientali della costa egiziana del Mar Rosso
Il mar Rosso in Egitto si divide, dal punto di vista geomorfologico e climatico, in almeno tre zone distinte che rispondono in modo differente alle stagioni e ai venti: la costa del Sinai a nord, con acque tendenzialmente più fredde in inverno e correnti meno prevedibili; la costa della Riviera egiziana tra Hurghada e El Quseir, più riparata e accessibile per la logistica; e la costa meridionale da Marsa Alam verso Berenice, dove la barriera corallina è meno disturbata e la fauna marina più ricca di specie di grande dimensione. La temperatura dell'acqua oscilla tra i 22°C dei mesi invernali e i 30°C di agosto, con visibilità che in condizioni ottimali supera i 30 metri, condizione rara in molti altri mari tropicali. Il vento del nord, chiamato localmente shamal, condiziona soprattutto i mesi tra novembre e febbraio lungo il tratto settentrionale, rendendo alcune uscite in barca problematiche ma favorendo al tempo stesso l'afflusso di acque più ossigenate che stimolano la vita corallina.
Sharm el-Sheikh e il Sinai: specificità dei siti di immersione
Sharm el-Sheikh rappresenta ancora nel 2026 il polo più strutturato per le immersioni nel mar Rosso egitto, con un'infrastruttura di diving center che non ha equivalenti nella regione: oltre 150 operatori certificati, accesso diretto a siti come Ras Mohammed, Shark Bay, Thistlegorm e le canyon di Nabq, ciascuno con caratteristiche tecniche che giustificano la reputazione internazionale di quest'area. Il relitto del SS Thistlegorm, affondata nel 1941, rimane uno dei wreck dive più fotografati al mondo; la sua struttura interna, che conserva ancora motociclette, camion e munizioni, richiede una certificazione almeno di open water avanzato e una guida locale competente, perché le correnti all'interno dello scafo possono essere imprevedibili. Il Parco Nazionale di Ras Mohammed, istituito nel 1983 e oggi gestito con quote di accesso più severe rispetto al passato, offre invece la concentrazione più alta di coralli a tavolo e gorgonie che si trovino in tutto il Sinai, con passate frequenti di barracuda, jack e, nel periodo autunnale, di martelli (Sphyrna lewini) in piccoli gruppi. Chi si ferma a Sharm senza immergersi può comunque godere di snorkeling di qualità nei reef di Naama Bay, a patto di scegliere i punti di accesso meno frequentati — quelli gestiti direttamente dai diving center piuttosto che le spiagge pubbliche dei resort, dove il calpestio ha deteriorato visibilmente i coralli superficiali.
Hurghada e la Riviera egiziana: accessibilità e reef costieri
Hurghada è il punto di accesso privilegiato per chi arriva dalla costa occidentale del mar Rosso egitto e cerca una destinazione con connessioni aeree dirette dall'Europa, una rete alberghiera molto articolata per fasce di prezzo e reef raggiungibili in barca in meno di quaranta minuti. La qualità media del corallo nei siti costieri intorno a Hurghada è inferiore a quella del Sinai o del Sud, effetto di decenni di turismo intensivo e di qualche episodio di sbiancamento termico documentato tra il 2020 e il 2023; tuttavia le isole di Giftun, protette dal 1986, mantengono una barriera in buono stato con popolazioni stabili di tartarughe verdi (Chelonia mydas) e dugonghi avvistati con una certa regolarità nelle praterie di fanerogame sottostanti. El Gouna, a nord di Hurghada, rappresenta un'alternativa più silenziosa con un sistema lagunare artificiale che non offre reef comparabili ma garantisce condizioni di nuoto protette per famiglie con bambini piccoli; Safaga, a sud, è invece apprezzata dai kitesurfer e dai windsurfer grazie ai venti costanti, ma ospita anche un cluster di siti da barca di buon livello tecnico, spesso ignorati dai circuiti più commerciali. La scelta tra questi nodi dipende in larga misura dal tipo di soggiorno che si intende organizzare: se la priorità è la qualità dell'esperienza subacquea, conviene spingersi più a sud; se conta la facilità di connessione e la varietà di attività a terra, Hurghada resta difficile da battere per logistica complessiva.
Marsa Alam e la costa meridionale: fauna pelagica e siti remoti
Marsa Alam rappresenta, per chi ha già visitato il mar Rosso egitto nelle sue declinazioni più turistiche, il passaggio verso qualcosa di qualitativamente diverso: la costa meridionale tra El Quseir e Berenice concentra siti di immersione che per densità di fauna — squali grigi di barriera, mante, dugonghi, tartarughe, banchi di barracuda — non hanno molti equivalenti accessibili nel Mar Rosso. Il sito di Daedalus Reef, raggiungibile solo con gite di più giorni a bordo di liveaboard, è uno dei pochi punti al mondo dove avvistare squali oceanic whitetip (Carcharhinus longimanus) con relativa regolarità, una specie il cui numero è drasticamente diminuito nel Mar Rosso settentrionale per via della pesca. Elphinstone Reef, più vicino alla costa e accessibile anche in giornata da Marsa Alam, è famoso per i dropoff verticali che scendono oltre i 60 metri e per i passaggi di squali longimani soprattutto tra settembre e novembre; la corrente ascensionale che caratterizza il sito richiede esperienza e attrezzatura adeguata, e non è raro vedere subacquei riportati in superficie fuori dal punto di pick-up previsto. La stagione migliore per il Sud si colloca tra marzo e maggio e tra settembre e novembre, quando la temperatura dell'acqua è ottimale, la visibilità è al massimo e le probabilità di incontrare specie pelagiche sono statisticamente più alte.
Liveaboard, resort e diving center: criteri di scelta operativa
La scelta tra un soggiorno in resort con attività di diving giornaliera e un liveaboard — le imbarcazioni attrezzate che navigano per più giorni toccando siti remoti — dipende da variabili pratiche che vanno oltre la semplice preferenza personale: il livello di certificazione posseduta, la tolleranza al mal di mare, la disponibilità di tempo e budget, e soprattutto la tipologia di siti che si intende visitare nel mar Rosso egitto. Per i siti costieri di Sharm o Hurghada, un resort con proprio diving center è sufficiente e spesso più conveniente; per Daedalus, Elphinstone, Rocky Island e i reef al largo di Berenice, il liveaboard è l'unica opzione praticabile perché la distanza dalla costa rende impossibile il rientro giornaliero. Nel 2026 l'offerta di liveaboard nel Mar Rosso egiziano si è consolidata attorno a una ventina di operatori affidabili con imbarcazioni certificate secondo gli standard RINA o equivalenti; la differenza di prezzo tra i diversi operatori riflette in genere la qualità dell'attrezzatura fornita, la composizione dei pasti, il numero di guide a disposizione e la dimensione del gruppo — fattore quest'ultimo che incide significativamente sulla qualità dell'esperienza subacquea. Per lo snorkeling e per i subacquei alle prime immersioni, i resort con house reef di qualità si trovano soprattutto nel tratto tra Marsa Alam e Port Ghalib, dove la barriera è accessibile dalla riva a pochi metri di nuoto, senza bisogno di uscite in barca che aumentano costi e complessità logistica.
Articolo Precedente
Fes Marocco: cosa vedere nella città imperiale
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.